Nelle corse allo stadio tutti corrono, ma uno solo conquista il premio (1 Cor 9,24).

 

Correte anche voi in modo da conquistarlo (1 Cor 9,24). Io non ho già conquistato il premio né sono arrivato alla perfezione (Fil 3,12).

 

Mi sforzo di correre per conquistarlo, perché anch'io sono stato conquistato da Cristo (Fil 3,13).

 

Ogni atleta é temperante in tutto (1 Cor 9,25).

 

Essi lo fanno per ottenere una corona corruttibile, noi invece una incorruttibile (1 Cor 9,25).

 

Corro, ma non come chi è senza meta; faccio il pugilato, ma non come si batte l'aria (1 Cor 9,26).

 

Dimentico del passato e proteso verso il futuro, corro verso la meta per arrivare al premio che Dio ci chiama a vincere lassú, in Cristo Gesú (Fil 3,14).

 

Tratto duramente il mio corpo perché non succeda che venga io stesso squalificato (1 Cor 9,27).

 

Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede (2 Tm 4,7).

 

Mi resta solo la corona di giustizia che il Signore mi consegnerà in quel giorno (2 Tm 4,8).

 

Non solo a me, ma a tutti coloro che attendono con amore la sua manifestazione (2 Tm 4,8).

 

Deposto tutto ciò che é di peso e il peccato che ci intralcia, corriamo con perseveranza (Eb 12,1).

 

Tenendo fisso lo sguardo su Gesú, autore e perfezionatore della fede (Eb 12,2).

 

Nelle gare atletiche non riceve la corona se non chi ha lottato secondo le regole (2 Tm 2,5).

 

Sii fedele e ti darò la corona della vita (Ap 2,10).

 

Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? (1 Cor 3,16).

 

Glorificate dunque Dio nel vostro corpo (1 Cor 6,20).

 

 

 

 

Cfr. CEI - Ufficio nazionale per la pastorale del tempo libero e sport, Glorificate Dio nel vostro corpo. Sussidio per la celebrazione del Giubileo degli sportivi, (Documenti: chiese locali 91), EDB, Bologna 2000, 51-52.

 

 

 

 

 

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